progressivepertutti
sabato 5 gennaio 2013
giovedì 3 gennaio 2013
Se fino ad ora ci siamo (mi sono) dedicati al progressivo, oggi bisogna indagare il concetto opposto, e lo voglio fare attraverso un cartellone pubblicitario che infesta il periodo delle feste inglesi. Tutte le mattine mentre vado a lavoro, sulla pensilina dell'autobus, vedo questo: due foto, molto simili, una sopra l'altra. Nella prima più in alto ci sono due ragazze con in mezzo un tipo paffuto, con gli occhiali e un sorriso piuttosto intelligente. Tutti e tre hanno il bicchiere in mano. Le due ragazze ridono. Sopra le loro teste campeggia la scritta "telling a joke" (dire una cosa divertente, una barzelletta). Il colore di fondo è un blu brillante. Poi lo sguardo si abbassa inevitabilmente. La foto sotto ritrae la stessa scena, con le ragazze che ridono, ma il tipo è accasciato sul divano, sbava e probabilmente puzza un po'. Il colore di fondo è un arancione mattone che mette ansia. La scritta è "being the joke!" (essere la barzelletta). La pubblicità potrebbe anche essere bella, se non fosse per lo slogan, che colpisce in maniera inequivocabile il bersaglio (si vedrà poi quale): "eating isn't cheating!" (mangiare non è un tradimento).
Il concetto che mi nasce dentro vedendo cose come questa è quello di regressive, regressivo nel vero senso della parola. Qui si torna indietro. In pratica ci si trova di fronte ad un popolo che ha bisogno di sentirsi dire che per bere ci vuole cervello. Lo so, non è che noi italiani siamo meglio, i ragazzini deficienti sono uguali in tutto il mondo. Quello che mi fa pensare è il modo in cui lo si dice, attraverso uno slogan in rima che rimane impresso a non finire. Il regressivo sta nella concatenazione tra un certo modo di bere e la trovata pubblicitaria: il fatto che qualcuno si sia spremuto per trovare uno slogan giovane e accattivante sul tema dell'abuso di sostanza stupefacente sa di azione moralizzatrice, e tocca in assoluto il paradigma che le associazioni religiose usano, più qui che altrove, per pescare nuovi adepti. Insomma, sembra di sentire la voce di un papa boy che ti spiega come va il mondo: oh bello, vedi che eating isn't cheating...
E ora vorrei sapere cosa c'è di più regressivo di un papa boy moralizzatore.
Il concetto che mi nasce dentro vedendo cose come questa è quello di regressive, regressivo nel vero senso della parola. Qui si torna indietro. In pratica ci si trova di fronte ad un popolo che ha bisogno di sentirsi dire che per bere ci vuole cervello. Lo so, non è che noi italiani siamo meglio, i ragazzini deficienti sono uguali in tutto il mondo. Quello che mi fa pensare è il modo in cui lo si dice, attraverso uno slogan in rima che rimane impresso a non finire. Il regressivo sta nella concatenazione tra un certo modo di bere e la trovata pubblicitaria: il fatto che qualcuno si sia spremuto per trovare uno slogan giovane e accattivante sul tema dell'abuso di sostanza stupefacente sa di azione moralizzatrice, e tocca in assoluto il paradigma che le associazioni religiose usano, più qui che altrove, per pescare nuovi adepti. Insomma, sembra di sentire la voce di un papa boy che ti spiega come va il mondo: oh bello, vedi che eating isn't cheating...
E ora vorrei sapere cosa c'è di più regressivo di un papa boy moralizzatore.
lunedì 31 dicembre 2012
Sabato 22 Dicembre mi sono ritrovato in un pub di cui non faccio il nome, visto che non mi piace la pubblicità (l'ORZOBRUNO), con Ale Franceschini, Riccardo Alderigi, Riccardo Pratesi, Maria Di Bella e Gloria Leanza. Abbiamo avuto una discussione incredibilmente accesa e febbrile sul progressive, totalmente incentrata sugli Elio E Le Storie Tese. Non è possibile farne un estratto, un riassunto o un qualsivoglia riepilogo, ma voglio comunque rendere partecipi i tre che leggeranno e che non c'erano, con alcuni post. Quindi, va ora in onda:
Florilegio di termini/sintagmi tratti dall'italiano aulico/tecnico/scientifico/volgare (cioè proveniente dal volgo), presentati nelle canzoni degli EELST e in nessun'altra canzone del globo terracqueo, che hanno contribuito alla diffusione e alla riscoperta della lingua più bella tra quelle presenti sulle terre emerse tra il Mar Tirreno e il Mare Adriatico.
Premessa: presento le parole in rima/assonanza/consonanza/allitterazione separate da un trattino (-) e i versi interi tra parentesi quadre ([])
BURATTINO
SINAPSI-STIPSI-PEPSI
CATOBLEPA-TEPA
PROPOLI
PLAFONE
AMPIO PARCHEGGIO
TAPPARELLA
ZENZERO
PENE-PENOSI-PANE
ABATE
GIOVAMENTO
GARROTATO
VERGINE DI NORIMBERGA
SCIATALGIA
BRUSCHETTA
LOTTERIA DEI RIGORI
RONDELLA
SILOS
BAGUETTE
ABBECEDARIO
PASTICCIONE
[MANGIAFUOCO ME LO CAGO POCO
VOLPE E GATTO LI RICATTO]
[UNA MANIGLIA COLORATA
UN PORTACHIAVI
UN PORTAFIGLI
UNA CAGATA]
NEGOZIANTE
[IL MIO NOME SAREBBE SEMPRE INCLUSO NELLA LISTA
NON DICO PROPRIO IL PRIMO DELLA LISTA
MA NEANCHE L'ULTIMO DEGLI STRONZI]
[PRODIGIO DELLA TECNICA]
ABORTO
SMALIZIATO
[QUELL'UOMO CHIAMATO CAVALLO]
COOPERATIVA
AZIENDA AGRICOLA
LAVORO NERO
GOMITO DEL TENNISTA
PULLMAN
INTACCHERà
Mi fermo per fare una cortesia. Sono pienamente consapevole di due fatti: il primo è che questa cosa è inutile; il secondo è che non lo leggerà mai nessuno, ma se qualcuno volesse, nonostante non sia difficile averli, qualche riferimento per dove ritrovare i bocciuoli che compongono il suscritto florilegio, basta chiedere.
A breve un'altro intervento.
Florilegio di termini/sintagmi tratti dall'italiano aulico/tecnico/scientifico/volgare (cioè proveniente dal volgo), presentati nelle canzoni degli EELST e in nessun'altra canzone del globo terracqueo, che hanno contribuito alla diffusione e alla riscoperta della lingua più bella tra quelle presenti sulle terre emerse tra il Mar Tirreno e il Mare Adriatico.
Premessa: presento le parole in rima/assonanza/consonanza/allitterazione separate da un trattino (-) e i versi interi tra parentesi quadre ([])
BURATTINO
SINAPSI-STIPSI-PEPSI
CATOBLEPA-TEPA
PROPOLI
PLAFONE
AMPIO PARCHEGGIO
TAPPARELLA
ZENZERO
PENE-PENOSI-PANE
ABATE
GIOVAMENTO
GARROTATO
VERGINE DI NORIMBERGA
SCIATALGIA
BRUSCHETTA
LOTTERIA DEI RIGORI
RONDELLA
SILOS
BAGUETTE
ABBECEDARIO
PASTICCIONE
[MANGIAFUOCO ME LO CAGO POCO
VOLPE E GATTO LI RICATTO]
[UNA MANIGLIA COLORATA
UN PORTACHIAVI
UN PORTAFIGLI
UNA CAGATA]
NEGOZIANTE
[IL MIO NOME SAREBBE SEMPRE INCLUSO NELLA LISTA
NON DICO PROPRIO IL PRIMO DELLA LISTA
MA NEANCHE L'ULTIMO DEGLI STRONZI]
[PRODIGIO DELLA TECNICA]
ABORTO
SMALIZIATO
[QUELL'UOMO CHIAMATO CAVALLO]
COOPERATIVA
AZIENDA AGRICOLA
LAVORO NERO
GOMITO DEL TENNISTA
PULLMAN
INTACCHERà
Mi fermo per fare una cortesia. Sono pienamente consapevole di due fatti: il primo è che questa cosa è inutile; il secondo è che non lo leggerà mai nessuno, ma se qualcuno volesse, nonostante non sia difficile averli, qualche riferimento per dove ritrovare i bocciuoli che compongono il suscritto florilegio, basta chiedere.
A breve un'altro intervento.
lunedì 10 dicembre 2012
domenica 9 dicembre 2012
Mi ero preparato per scrivere oggi un pezzo sul progressive comico di Maurizio Crozza. Ieri ho visto l'ultima puntata. Non ho scritto niente in segno di protesta, per la mancanza intollerabile rispetto all'insabbiatura delle intercettazioni che vedono protagonista il presidente della repubblica e esponenti della più florida azienda italiana. Dire che sono amareggiato è dire poco, quindi, a parte questa cosa ruvida e polemica, non scriverò altro.
Alla prossima.
venerdì 7 dicembre 2012
Per
iniziare.
Presentarsi
è operazione di rito in questi casi, dunque lo faccio anche io.
Piacere,
Francesco.
Ecco,
ora che l'etichetta è rispettata passiamo a qualcosa di meglio.
Cerchiamo di definire quello che andiamo a fare: l'idea è quella di
mettere in evidenza e far circolare una serie di idee su un concetto,
del quale non saprei dare una definizione, ma di cui sento tutto il
peso e l'importanza. è come quando capisci che c'è qualcosa che
puzza intorno a te e ti accorgi poi di aver pestato una merda.
Eccomi, quello che ha pestato la merda sono io. Tutti parlano di
progressive, soprattutto nella musica, ma in così tanti modi e con
così tante accezioni che io non ci ho mai capito una sega. In
un'illuminazione subitanea però, oggi ho capito che ci dovevo
ragionare. Poi, subito dopo ho realizzato che non capendo io una
minchia di teoria musicale, l'operazione sarà ardua e dolorosa. è
per questo che ho pensato di riadattare io il concetto per una volta.
Ma a questo ci si arriva insieme fra un po'. Prima di tutto,
cerchiamo una definizione ufficiale di musica progressiva e vediamo
che succede.
Questa
voce è un casino assurdo, come mi aspettavo, ma quello che mi
interessa e che mi serve per la prima riflessione si trova subito
nelle prime righe: cambiamento nel tempo e commistione dei generi stanno alla base del
fenomeno del progressive musicale. Si crea una compenetrazione (e scusate in anticipo per quello che sta per succedere) tra le due dimensioni diacronica (il continuum storico e
il superamento dei diversi generi) e sincronica (l'uso in un unico
pezzo di più di una sonorità); compenetrazione che ha un effetto, o che vorrebbe averlo, innovativo che dia una spinta in avanti all'ambiente
circostante.
Benissimo,
ora che ho fatto questo discorso da accademico di 'sta ceppa, devo
cercare di essere progressivo. Voglio tirare dentro a questa cosa un
altro aspetto, un'altra forma d'arte, che per adesso considereremo
sempre inerente alla musica: la ricerca delle parole, la scrittura,
la "poesia". L'esempio può sembrare banale, ma non
sottovaluterei la cosa: prendiamo il pezzo Gargaroz di
Elio e le storie tese, traccia 7 di Studentessi (2008).
Insomma, quello che voglio è fare in modo che si ricominci ad usare questa parola senza troppi problemi. Per me, progressive è tutto ciò che è bello e innovativo, ma che al tempo stesso tende alla bellezza del passato, creando effetto sinergico.
E sono quasi sicuro di poter riuscire a convincervi.
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